E’ ancora oggi frequente ascoltare clienti che “ho comprato il mio materasso in lattice nel 1997, ormai ha vent’anni, era uno dei primi, era la novità di allora…” Pensano veramente di essere stati fra i primi ad acquistare un materasso in lattice senza sapere che già negli anni ’30 sul transatlantico Queen Mary erano stati utilizzati materassi in lattice e che Pirelli li commercializzava in Italia già negli anni ’60.

( Ecco, per gli amanti del vintage e per i nostalgici, lo spot che andava in onda su Carosello.
https://www.youtube.com/watch?v=UTvi4c4zDuQ )
Diciamo che negli anni ’80 e ’90, anche grazie all’avvento delle reti a doghe che esaltavano le prestazioni ergonomiche di questo materiale, ci fu il boom del prodotto che fino ad allora era rimasto di nicchia, sovrastato dai più classici materassi a molle, cosiddetti ortopedici, sia perchè di difficile comprensione, sia perchè dai costi estremamente elevati per quella che era allora la cultura del sano dormire.
La concomitanza di una cultura del “naturale” sempre più incalzante fece crescere l’interesse della clientela verso questo materiale che in realtà di naturale aveva ben poco, se non la sua origine che poi veniva depredata dall’aggiunta di additivi non propriamente sani che servivano ad addensare la gomma e a renderla più duratura nel tempo. In compenso però, in barba a tutti i materassi ortopedici dell’epoca, se il prodotto era ben consigliato, ci si dormiva benissimo, in una posizione comoda, sana e corretta per tanti anni.
Il lattice però presentava anche dei difetti: era scarsamente traspirante (dunque poco igienico) e quindi si consigliava di ruotarlo frequentemente e di aereare bene le stanze da letto; però era anche estremamente pesante e quindi ruotarlo poteva risultare un’impresa (considerando che in Italia, diciamo per tradizione, la manutenzione del letto spetta solitamente alla donna che di rado ha la forza di un uomo).
Insomma, ad alcuni vantaggi si univano anche alcune problematiche difficilmente risolvibili che invece materiali più moderni come alcuni poliuretani sono riusciti a far dimenticare.

I poliuretani, quelli espressamente studiati per il settore del corretto riposo, sono effettivamente più freschi, più traspiranti, più leggeri, realizzati oggi con criteri che salvaguardano l’ambiente e garantiscono (sempre se ben consigliati da uno specialista del sano dormire) uno standard qualitativo del riposo uguale o superiore a quello del lattice.
Direi quindi che il caro e amato lattice ha indicato con lungo anticipo quale fosse la strada per dormire bene ma, come è normale che sia, giunge a un certo punto il momento di andare in pensione dato che il progresso tecnologico ha fatto si che adesso sia stato soppiantato da prodotti più performanti con prestazioni assai più elevate.
A mio avviso oggi non ha più senso comprare un materasso di lattice, data l’offerta presente sul mercato; è un po’ come entrare in un negozio di elettronica e chiedere un televisore a tubi catodici.
Le migliori aziende hanno infatti già da qualche anno iniziato a ridurre la proposta di prodotti in lattice, se non addirittura ad azzerarla (vedi ad esempio Dorelan).

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